4.4.17

do not spray into eyes, I have sprayed you into my eyes


PHILADELPHIA, NORTH TOWN ● APRIL 4, 2025

Se della persona che ama non fossero rimaste che le membra sparpagliate sull'asfalto che ha raccolto e bruciato insieme alla jeep dei suoi carnefici, cosa farebbe tutto questo dell'uomo che gli dorme nel letto?

Le sue stesse fantasie gli procurano slanci di ilarità incredula e nervosa che sputa fuori come conati, ricacciandoli in gola insieme alle pasticche di antidolorifici che inghiotte senza contarle. In ogni cosa che gli racconta c'è il rumore assordante di tutto quello che non gli dice e che talvolta distorce: in quelle crepe potrebbe davvero esserci caduto - pensa - e aver toccato il fondo, forse l'Inferno, che ad un certo punto ha preferito risputarlo in superficie come un boccone indigesto. Dev'esserci abituato, del resto, ad essere rigettato da chiunque abbia provato a farsene carico. Dal grembo che l'ha partorito. Dai colpi inesplosi. Dalle fenditure senza fondo di Centralia. Dalla morte.

Eppure, quando allunga un braccio per farglisi vicino e schiacciarselo contro il petto, non riesce a trovarci niente di mostruoso. Gli strappa l'odore di dosso e gli ricopre la spalla nuda di baci, rubandogli dalla bocca il retrogusto alcolico con cui s'è addomesticato al sonno. Lo stringe come dovesse tenerne insieme i pezzi con la propria sola forza, a fare da scudo alla luce dell'alba che attraversa la finestra della loro stanza come al preludio di un disastro atomico.

In fondo, si sente solo molto fortunato.